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Le lavastoviglie a libera Installazione. Tutto ciò che c’è da sapere

Per la maggior parte delle famiglie italiane la scelta giusta è una lavastoviglie a libera installazione da 60 cm, con 13 o 14 coperti, classe energetica alta e una rumorosità sotto i 44 decibel. Chi vive da solo o ha una cucina piccola può orientarsi sul formato slim da 45 cm, che lava a pieno carico 9 o 10 coperti. Prima di guardare i modelli conviene rispondere a due domande: quanto spazio avete e quante stoviglie producete in un giorno. Poi c’è il rumore, che pesa più del previsto se la cucina dà sul soggiorno. Il resto, dai programmi all’asciugatura, viene di conseguenza.

Come scegliere la lavastoviglie a libera installazione

1. Capacità in coperti e larghezza: 60 o 45 cm

La capacità si misura in coperti, cioè set completi di piatti, bicchieri e posate per una persona. Una lavastoviglie standard da 60 cm ne contiene tra 13 e 15, quella slim da 45 cm si ferma a 9 o 10. Per una famiglia di tre o quattro persone il formato da 60 cm è la scelta naturale: si carica una volta al giorno e non si fanno lavaggi a metà. Il 45 cm ha senso in coppia, da soli o quando lo spazio in cucina è quello che è. Un dettaglio che spesso sfugge: controllate anche la profondità e l’altezza, perché alcuni modelli superano i 60 cm di profondità con la porta chiusa e non entrano nella nicchia prevista. Molte lavastoviglie a libera installazione hanno il top removibile, utile se un domani volete inserirle sotto il piano di lavoro.

2. Classe energetica e consumo di acqua per ciclo

L’etichetta energetica attuale va dalla A alla G e riporta il consumo in kWh ogni 100 cicli con il programma eco. A un lavaggio al giorno, il salto da una classe E a una C si vede in bolletta già dopo il primo anno. Sul fronte acqua, i modelli recenti usano tra 9 e 11 litri a ciclo: meno di quanto scorre dal rubinetto in pochi minuti di lavaggio a mano. Un consiglio pratico: usate il programma eco come standard. Dura di più, ma lava a temperature più basse e sfrutta meglio acqua ed energia. In redazione abbiamo notato che quasi tutti usano il rapido come programma quotidiano, quando in realtà è il ciclo che consuma di più a parità di sporco.

3. Rumorosità in decibel

La rumorosità dichiarata va letta con attenzione perché la scala dei decibel non è lineare: tra 44 e 48 dB la differenza percepita è netta, non marginale. Sotto i 42 dB una lavastoviglie si sente appena: in un open space o in un ambiente unico cucina-soggiorno lo notate soprattutto la sera, quando la macchina gira mentre siete a tavola o davanti a un film. Tra 44 e 46 dB siamo su un livello accettabile se la cucina è separata. Sopra i 48 dB il ronzio si nota, soprattutto di notte. Se avete pareti sottili o lavate spesso dopo cena, la silenziosità vale qualche euro in più di listino, e i modelli con motore inverter tendono a essere sia più silenziosi sia più longevi.

4. Programmi utili: rapido, mezzo carico, terza cesta

I programmi che contano davvero sono pochi. Il rapido da mezz’ora serve per bicchieri e stoviglie poco sporche quando avete fretta. Il mezzo carico, o meglio ancora la gestione a zone, evita di far girare la macchina semivuota. Il programma auto con sensore di torbidità regola da solo acqua e temperatura in base allo sporco reale. Poi c’è la terza cesta per le posate: un cassetto estraibile in alto che libera spazio nel cesto inferiore e tiene coltelli e mestoli in piano, dove si lavano meglio. Chi cucina molto la apprezza dopo una settimana e non torna più indietro. Un’opzione igienizzante ad alta temperatura è utile con neonati in casa o per barattoli e taglieri.

5. Sistema di asciugatura: zeolite e apertura automatica della porta

L’asciugatura è il punto dove i modelli economici e quelli di fascia alta si distinguono di più. La tecnica base, per condensazione, lascia spesso gocce su plastica e contenitori. Due soluzioni funzionano meglio: la zeolite, un minerale che assorbe umidità e rilascia calore senza consumare corrente extra, adottata per esempio da alcuni modelli Bosch e Siemens, e l’apertura automatica della porta a fine ciclo, che fa uscire il vapore e asciuga per ventilazione naturale, scelta comune su diversi modelli Electrolux e AEG. Se odiate ripassare le stoviglie con lo strofinaccio, questa voce merita più attenzione della connettività.

6. Partenza ritardata e connettività

La partenza ritardata permette di programmare il ciclo nelle ore in cui l’energia costa meno, tipicamente di notte o nel weekend con le tariffe biorarie. È una funzione semplice che ormai c’è quasi ovunque, da 3 a 24 ore. La connettività Wi-Fi con app aggiunge il monitoraggio del ciclo dal telefono, la diagnostica remota e in alcuni casi il riordino automatico del detersivo. Onestamente: per come la usiamo noi, l’app è comoda soprattutto per la notifica di fine ciclo, il resto si dimentica dopo il primo mese. Non pagatela cara, ma se il modello che vi piace ce l’ha, tanto meglio.

Libera installazione o da incasso: cosa cambia

La differenza è prima di tutto pratica. Una lavastoviglie a libera installazione è un elettrodomestico finito, con fianchi e top verniciati: si appoggia dove arrivano attacco idrico e scarico, si mette in bolla con i piedini regolabili ed è pronta. In caso di trasloco la staccate e la portate via, e se la cucina non è su misura non dovete adattare nulla. Il modello da incasso, al contrario, nasce per sparire dietro l’anta del mobile: serve un vano dalle misure giuste e il pannello frontale coordinato, e una volta montato fa parte della cucina a tutti gli effetti.

Il limite onesto della libera installazione è estetico: in una cucina componibile moderna, con ante complanari e gole senza maniglie, un elettrodomestico a vista interrompe la linea e si nota. In una cucina in muratura, in una casa in affitto o in una taverna, invece, è la soluzione più sensata: costa in genere meno a parità di dotazione, si sposta e si rivende con facilità. Valutate anche il posizionamento sotto piano: molti modelli freestanding, tolto il top, si infilano sotto il bancone e diventano una via di mezzo tra le due filosofie.

Lavastoviglie a libera installazione a confronto

Questa tabella riassume la configurazione più sensata per i profili d’uso che incontriamo più spesso.

Profilo d’uso Formato consigliato Cosa cercare
Single o coppia in appartamento Slim da 45 cm, 9-10 coperti Programma rapido, mezzo carico, consumi ridotti per ciclo
Famiglia di 3-4 persone Standard da 60 cm, 13-14 coperti Terza cesta, programma auto con sensore, classe energetica alta
Famiglia numerosa o ospiti frequenti Standard da 60 cm, 14-15 coperti Cesti regolabili in altezza, asciugatura con zeolite o apertura porta, ciclo intensivo per pentole
Chi lava di sera o vive in open space 60 o 45 cm secondo lo spazio Rumorosità sotto i 44 dB, motore inverter, partenza ritardata per le fasce orarie

Le migliori lavastoviglie a libera installazione

Qui sotto trovate la classifica dei modelli disponibili in questo momento: prezzi e disponibilità sono sempre aggiornati direttamente dal catalogo Yeppon.

Quale lavastoviglie a libera installazione scegliere

Se dovete scegliere in fretta: famiglia da tre o quattro persone, prendete una 60 cm da 13-14 coperti in classe energetica alta, con terza cesta e rumorosità entro i 44 dB, e avrete una macchina che non vi farà rimpiangere nulla per anni. In due o da soli, una slim da 45 cm con mezzo carico copre le esigenze senza occupare spazio inutile. Chi tiene la lavastoviglie in vista in un ambiente unico dovrebbe mettere la silenziosità in cima alla lista, prima ancora dei programmi. E chi vuole stoviglie asciutte pronte da riporre farebbe bene a cercare zeolite o apertura automatica della porta, le due tecnologie che risolvono davvero il problema delle gocce sulla plastica. Per un ripasso completo dei criteri, dalla durezza dell’acqua ai cesti, c’è la nostra guida su come scegliere la lavastoviglie; se invece la vostra cucina prevede il vano dedicato, date un’occhiata alla classifica delle migliori lavastoviglie da incasso.

Il catalogo completo, con tutte le marche e le offerte del momento, è nel reparto lavastoviglie di Yeppon.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra lavastoviglie a libera installazione e da incasso?

La libera installazione è un elettrodomestico finito, con fianchi e piano superiore verniciati, che si posiziona ovunque ci siano attacco idrico e scarico e si porta via in caso di trasloco. Quella da incasso va montata in un vano su misura e sparisce dietro l’anta della cucina. A parità di dotazione tecnica lavano allo stesso modo: cambiano estetica, vincoli di montaggio e in genere il prezzo.

Quanta acqua consuma una lavastoviglie per ciclo?

I modelli recenti usano tra 9 e 11 litri per ciclo con il programma eco, alcuni scendono anche sotto. Per confronto, lavare a mano la stessa quantità di stoviglie sotto l’acqua corrente ne richiede parecchie decine di litri. Il dato preciso del vostro modello è riportato sull’etichetta energetica, calcolato su 100 cicli eco.

Meglio una lavastoviglie da 60 o da 45 cm?

Dipende da quante persone siete e dallo spazio disponibile. La 60 cm lava 13-15 coperti ed è la scelta giusta da tre persone in su, perché consente un solo carico al giorno. La 45 cm si ferma a 9-10 coperti e conviene a single e coppie o nelle cucine strette. A parità di stoviglie lavate, il formato grande usato pieno consuma meno di quello piccolo fatto girare due volte.

Quanto dura in media una lavastoviglie?

Con una manutenzione regolare una buona lavastoviglie lavora tra i nove e i dodici anni. I fattori che allungano la vita sono il motore inverter, il filtro pulito, il sale rigenerante sempre presente se l’acqua di casa è dura e un ciclo a vuoto ad alta temperatura ogni tanto per sciogliere grasso e calcare. La durezza dell’acqua non trattata è la prima causa di guasti alle resistenze.

Come si pulisce il filtro della lavastoviglie?

Il filtro si trova sul fondo della vasca, si svita a mano e si sciacqua sotto l’acqua corrente con uno spazzolino per togliere i residui di cibo. Va fatto una volta a settimana se usate la macchina ogni giorno, oppure ogni due o tre settimane con un uso leggero. Una volta al mese conviene anche controllare gli ugelli degli irroratori: se sono ostruiti, il lavaggio peggiora in modo evidente.

Cos’è l’asciugatura con zeolite e conviene?

La zeolite è un minerale contenuto in un serbatoio sul fondo della macchina: assorbe l’umidità del vapore e la restituisce sotto forma di calore asciutto, senza consumare energia aggiuntiva. Il risultato sono stoviglie asciutte, plastica compresa, che con la condensazione tradizionale resterebbe bagnata. Conviene a chi svuota la lavastoviglie appena finisce il ciclo e non vuole passare lo strofinaccio; in alternativa, l’apertura automatica della porta ottiene un risultato simile a costo più contenuto.