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Come scegliere la lavasciuga giusta per la tua Casa. La guida completa

Una lavasciuga lava e asciuga il bucato nello stesso cestello, senza spostare i capi da una macchina all’altra e senza occupare il posto di due elettrodomestici. Serve soprattutto a chi vive in metri quadri contati e a chi non ha un balcone dove stendere. Il punto che sfugge più spesso sta nei due numeri della scheda tecnica: i chili di lavaggio e quelli di asciugatura non coincidono quasi mai, e il secondo è il vero limite della macchina. Da lì parte tutto il ragionamento, insieme alla tecnologia con cui la lavasciuga asciuga e alla classe energetica letta sul ciclo completo.

Come scegliere la lavasciuga

1. Il rapporto tra chili di lavaggio e chili di asciugatura

È il criterio che pesa più di ogni altro. Una lavasciuga da 8 chili di lavaggio ne asciuga in genere 5, una da 10 ne asciuga 6 o 7: il cestello deve lasciare aria attorno ai capi perché l’asciugatura funzioni, quindi la seconda cifra sta quasi sempre attorno al sessanta per cento della prima. In pratica, se carichi la macchina al massimo per lavare, a fine lavaggio devi togliere una parte del bucato prima di far partire l’asciugatura. Chi ignora questo dettaglio si ritrova capi ancora umidi e cicli lunghissimi, e poi dà la colpa alla macchina. Il consiglio pratico è scegliere la capacità partendo dai chili di asciugatura di cui hai bisogno, non dai chili di lavaggio scritti in grande sulla scatola.

2. La tecnologia di asciugatura

Qui le strade sono due. La condensazione con resistenza elettrica scalda l’aria con una resistenza e condensa il vapore, spesso usando acqua fredda di rete per raffreddare: costa meno all’acquisto e asciuga in tempi più contenuti, ma consuma parecchia corrente e in certi modelli anche acqua. La pompa di calore lavora invece a temperature più basse riciclando il calore in circuito chiuso: consuma molto meno, tratta con più delicatezza cotone e sintetici, e non ha bisogno di acqua per condensare. In cambio il ciclo dura di più e il listino sale. Modelli a pompa di calore si trovano ormai nelle gamme di marchi diversi, da LG a Samsung fino a Bosch ed Electrolux, mentre la condensazione a resistenza resta molto diffusa nelle fasce di accesso di Candy, Beko o Hoover.

3. La classe energetica riferita al ciclo completo

Sull’etichetta europea di una lavasciuga compaiono due classi: una per il ciclo completo, cioè lava più asciuga, e una per il solo lavaggio. Sono valori diversi e vanno letti separatamente, perché il secondo è quasi sempre molto più generoso del primo. Guarda la classe del ciclo completo se hai intenzione di asciugare spesso, quella del solo lavaggio se l’asciugatura la userai una volta ogni tanto. Sulla stessa etichetta trovi anche i consumi indicativi per cento cicli, ed è quel dato, non la lettera, a dirti davvero quanto ti costerà usarla.

4. Sensori e programmi automatici

Una lavasciuga senza sensori asciuga a tempo: imposti i minuti e speri di averci preso. Con i sensori di umidità residua la macchina misura quanto è bagnato il bucato e si ferma da sola quando ha finito, evitando sia i capi ancora umidi sia la cottura inutile che rovina le fibre. Da cercare anche i programmi che regolano da soli acqua, tempo e temperatura in base al carico, e i cicli rapidi lava-asciuga per pochi capi, quelli che risolvono la camicia da avere pronta la mattina dopo. In redazione abbiamo notato che, sui modelli senza sensore, quasi tutti finiscono per impostare sempre il tempo massimo per sicurezza, vanificando qualsiasi risparmio.

5. La rumorosità

Se la macchina sta in cucina o nel bagno di un appartamento piccolo, il rumore conta più di quanto si creda. Il valore da guardare è quello della centrifuga, la fase più rumorosa, espresso in decibel sull’etichetta insieme a una classe acustica. I motori inverter senza spazzole restano più silenziosi e reggono meglio negli anni, e vale la pena verificare che ci siano un buon bilanciamento del carico e piedini regolabili: una lavasciuga poco in bolla su un pavimento irregolare vibra e diventa fastidiosa a prescindere dai decibel dichiarati. Se lavori da casa o fai partire i cicli di notte, cerca anche una modalità silenziosa e la partenza ritardata.

6. Le dimensioni per gli spazi ridotti

La larghezza è quasi sempre standard, sui sessanta centimetri, e l’altezza si aggira sugli ottantacinque per stare sotto un piano di lavoro. La variabile vera è la profondità: esistono versioni slim che scendono attorno ai quarantacinque centimetri e si infilano in bagni stretti, ma pagano dazio sulla capacità. Misura la nicchia prima di ordinare, e ricorda di calcolare anche lo spazio per aprire l’oblò e il lato in cui si apre la porta, un dettaglio che si scopre sempre troppo tardi. Se la macchina va sotto il lavello o dentro una colonna, controlla che il top sia rimovibile e che restino alcuni centimetri dietro per tubi e scarico.

Quando ha senso una lavasciuga e quando no

La lavasciuga conviene soprattutto a chi non ha spazio per due macchine e a chi non può stendere: monolocali, appartamenti senza balcone, seconde case, bagni in cui l’unica nicchia libera è quella sotto il lavabo. In quei contesti il vantaggio è concreto, perché ottieni l’asciugatura occupando quanto una sola lavatrice e con un solo attacco idrico. Torna utile anche d’inverno nelle case umide, dove il bucato steso dentro rimane bagnato e finisce per far condensare i muri.

Non conviene invece a chi asciuga carichi grandi tutti i giorni. Con una famiglia numerosa che manda avanti più lavatrici piene al giorno, la capacità di asciugatura inferiore a quella di lavaggio ti obbliga a dividere il bucato in due tornate, e il ciclo lava più asciuga può impegnare la macchina per diverse ore di fila. In quel caso una lavatrice e un’asciugatrice separate, magari in colonna, lavorano in parallelo e chiudono prima. È un limite onesto della categoria, non il difetto di un singolo modello: se hai lo spazio e i carichi sono tanti, le due macchine separate restano la scelta più comoda.

Lavasciuga a confronto

Le esigenze cambiano parecchio a seconda di quanto bucato fai e di dove metterai la macchina. Questa tabella riassume cosa cercare per i profili d’uso più comuni.

Profilo d’uso Cosa cercare A cosa fare attenzione
Single o coppia in monolocale Capacità contenuta, versione slim, cicli rapidi lava-asciuga Profondità della nicchia e lato di apertura dell’oblò
Famiglia di tre o quattro persone Almeno sei o sette chili di asciugatura, sensori di umidità, programmi automatici Il carico va alleggerito prima della fase di asciugatura
Chi asciuga spesso, per umidità in casa o allergie Pompa di calore e buona classe sul ciclo completo Cicli più lunghi rispetto alla condensazione a resistenza
Uso saltuario o seconda casa Condensazione a resistenza, comandi semplici, partenza ritardata Consumi più alti quando l’asciugatura viene usata davvero

Le lavasciuga più richieste del momento

Qui sotto trovi i modelli che i clienti stanno scegliendo di più in questo periodo: prezzo e disponibilità sono sempre aggiornati in tempo reale su Yeppon.

Quale lavasciuga scegliere

Se vivi da solo o in due e la macchina deve entrare in un bagno stretto, punta su una slim con capacità modesta e cicli rapidi: asciugherà poco per volta, ma è esattamente quello che ti serve. Con una famiglia di tre o quattro persone il consiglio è partire da almeno sei chili di asciugatura e non rinunciare ai sensori di umidità, perché sono loro a fare la differenza tra un ciclo che finisce quando serve e uno che va avanti a vuoto. Chi asciuga di frequente, per umidità in casa o per allergie, dovrebbe orientarsi sulla pompa di calore e mettere in conto tempi più lunghi in cambio di bollette più leggere. Per confrontare i modelli uno a uno puoi partire dalla classifica delle migliori lavasciuga, mentre se dopo questi ragionamenti pensi di tenere separate le due funzioni ti conviene guardare le migliori lavatrici e affiancare in seguito un’asciugatrice.

Per vedere tutti i modelli disponibili oltre a quelli in classifica, trovi il catalogo completo nel reparto lavasciuga di Yeppon.

Domande frequenti

Come funziona una lavasciuga?

Lava come una normale lavatrice e, finito il lavaggio, avvia l’asciugatura nello stesso cestello facendo circolare aria calda tra i capi. L’umidità estratta viene condensata e mandata allo scarico, quindi non serve un tubo verso l’esterno. Puoi far partire i due cicli uno di seguito all’altro oppure usare solo il lavaggio o solo l’asciugatura, come programmi separati.

Meglio una lavasciuga o lavatrice e asciugatrice separate?

Dipende da spazio e volume di bucato. La lavasciuga vince quando hai posto per una sola macchina o non puoi stendere, perché fa entrambe le cose in sessanta centimetri di larghezza. Le due macchine separate vincono quando il bucato è tanto, perché lavorano in parallelo, asciugano carichi interi e in genere consumano meno per singolo ciclo.

Che differenza c’è tra asciugatura a pompa di calore e a condensazione con resistenza?

La resistenza elettrica scalda l’aria a temperature più alte e asciuga più in fretta, ma consuma di più e in diversi modelli usa acqua di rete per condensare il vapore. La pompa di calore recupera il calore in un circuito chiuso e lavora a temperature moderate: consuma sensibilmente meno e tratta meglio i tessuti, in cambio allunga i tempi del ciclo.

Quanto consuma una lavasciuga?

Il consumo dipende quasi tutto dall’asciugatura, che pesa molto più del lavaggio. Il riferimento corretto è il valore in kilowattora per cento cicli riportato sull’etichetta energetica, indicato sia per il ciclo completo sia per il solo lavaggio. A parità di carico un modello a pompa di calore consuma parecchio meno di uno a resistenza, e caricare meno bucato in asciugatura accorcia il ciclo riducendo la spesa.

Come si pulisce e si mantiene una lavasciuga?

Pulisci il filtro della pompa di scarico ogni pochi mesi e sciacqua il cassetto del detersivo, dove i residui si accumulano in fretta. Dopo ogni ciclo lascia l’oblò socchiuso e asciuga la guarnizione in gomma, altrimenti compaiono muffa e cattivo odore. Un ciclo a vuoto ad alta temperatura ogni tanto aiuta a togliere calcare e depositi, e sui modelli a pompa di calore vale la pena controllare il filtro dedicato seguendo il libretto.

Che spazio serve per installare una lavasciuga?

Nella maggior parte dei casi bastano i sessanta centimetri di larghezza e gli ottantacinque di altezza tipici degli elettrodomestici da sottopiano, con qualche centimetro in più dietro per tubi e scarico. La profondità invece varia molto: le versioni slim stanno attorno ai quarantacinque centimetri, le altre superano i sessanta. Servono un attacco idrico, uno scarico e una presa dedicata, e va lasciato spazio davanti per aprire l’oblò senza sbatterlo contro il sanitario o un mobile.